Restauro E Pragmatica

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Messaggioda gmgd » gio 17 gen, 2013 16:10

Un titolone......... :mrgreen:


prendo spunto da quello che mi è successo in questi giorni,
un comò con il solito fondo fatto da cartelle da un cm incollate di costa,
che si presentano piene di fessure e scollamenti. Ripristinare una tale
situazione è cosa relativamente facile, intanto bisogna segare le cartelle,
che è bene fare le più larghe possibili, per limitare gli incollaggi (e gli eventuali
scollaggi) ma scartellare non è un'operazione tanto scontata, poi......
......................e via via tutto quello che segue.
Per questo fondo mi è stato suggerito ( leggi, imposto contro la mia volontà) di togliere
il vecchio fondo e sostiruirlo con un bel pezzo di compensato di pioppo da 4 mm.

Una bestemmia ? :evil:
o
una soluzione "estremamente pratica" ? ;-)

In fondo quel particolare nessuno lo andrà a vedere mai nell'uso comune del mobile.

Mi piacerebbe sapere quali e quante sono le concessioni che fate rispetto alla "regola dell'arte",
insomma il restauro deve per forza essere sempre assolutamente filologico ?
Ciò anche alla luce della attuale situazione economica ( leggi crisi nera del settore) che
impone di calare i prezzi, possibilmente non a discapito sempre del solo artigiano.

Cosa ne pensate?
Ultima modifica di gmgd il gio 17 gen, 2013 16:14, modificato 1 volta in totale.
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Re: Restauro E Pragmatica

Messaggioda Cartouche » gio 17 gen, 2013 16:51

Tutto dipende dal comò,
Se è semplicemente vecchio, puoi andare tranquillo con la soluzione compensato.
Se invece il mobile è antico e di un certo valore, con il compensato andrai a ridurre il valore, che invece, con il metodo "giusto" manterresti.

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Re: Restauro E Pragmatica

Messaggioda gmgd » gio 17 gen, 2013 22:12

Aurè quello che dici è più che ovvio,
e l'esempio del compensato è un caso limite,
mi chiedevo quanto era lecito avvalersi di tutte le facilitazioni
che i moderni materiali e tecniche ci mettono a disposizione.

Sarebbe interessante stilare una classifica delle cose ci concediamo di
fare e non fare.

Comincio io.

Io mi concedo volentieri l'uso della vinilica,
mentre non mi permetto mai di sostituite in toto gli elementi del mobile,
es. il piede a cipolla mancante sarà fatto esattamente come l'altro che c'è,
e non cambiati entrambi, così con le cornici ed altro.




Aggiungeteci anche le vostre......................
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Re: Restauro E Pragmatica

Messaggioda giacomo » gio 17 gen, 2013 23:33

Immagine Anche io mi sono fatto corrompere dalla vinilica. E lì, almeno fino ad ora, mi sono fermato. Però per aggiustare le zampe di questa consolle del '700, crollata sotto il peso del proprio marmo e letteralmente farcita di chiodature e altri interventi orribili, userò resina epossidica e fibra di carbonio (o anche la meno nobile fibra di vetro) con cui costruirò una specie di femore curvo (incassato nello spessore del legno) che dalla parte spessa della zampa scende fino a terra e scarica il peso sulla parte sana del legno. Non vedo altre vie per farla tornare in piedi. Le caviglie delle zampe anteriori hanno una sezione troppo esigua, troppo curva e troppo tarlata per fare altrimenti.


Fino a poco tempo fa sarei inorridito all'idea di fare una cosa simile. Abbinare resina e legno d'alta epoca mi suona ancora male. Però, con il benestare del proprietario, ho deciso di fare questa frittatona!
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Re: Restauro E Pragmatica

Messaggioda Cartouche » ven 18 gen, 2013 00:17

giacomo ha scritto:

Fino a poco tempo fa sarei inorridito all'idea di fare una cosa simile. Abbinare resina e legno d'alta epoca mi suona ancora male. Però, con il benestare del proprietario, ho deciso di fare questa frittatona!


Capisco esattamente cosa vuoi dire ma quali sono le alternative, a questo punto ?
O far così o buttare !

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Re: Restauro E Pragmatica

Messaggioda giacomo » ven 18 gen, 2013 00:58

alternative zero. Infatti i miei sono scrupoli eccessivi. Comunque ci ho ragionato due mesi prima di prendere questa decisione....

Però ne approfitto per fare una considerazione. Mi dispiace che dalla foto non si veda bene ma le zampe di quella consolle hanno una curvatura molto pronunciata alla base. In pratica la fibra della zampa è interrotta proprio nel punto di maggior fatica. Lo dimostra anche il fatto che su ambedue le zampe ho trovato non meno di tre interventi di restauro.

La considerazione è questa: Noi stiamo sempre a dire che in passato i mobili erano costruiti con criteri diversi e migliori di quelli attuali. Questo caso illustra invece un grossolano errore di progettazione in cui il privilegio dato alla parte estetica (la mossa delle zampe è bellissima) mina alla base la durata del manufatto. Quindi le cazz ate le facevano anche all'epoca. E pure grosse!
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Re: Restauro E Pragmatica

Messaggioda CavalloGoloso » ven 18 gen, 2013 02:51

giacomo ha scritto:Immagine Anche io mi sono fatto corrompere dalla vinilica. E lì, almeno fino ad ora, mi sono fermato. Però per aggiustare le zampe di questa consolle del '700, crollata sotto il peso del proprio marmo e letteralmente farcita di chiodature e altri interventi orribili, userò resina epossidica e fibra di carbonio (o anche la meno nobile fibra di vetro) con cui costruirò una specie di femore curvo (incassato nello spessore del legno) che dalla parte spessa della zampa scende fino a terra e scarica il peso sulla parte sana del legno. Non vedo altre vie per farla tornare in piedi. Le caviglie delle zampe anteriori hanno una sezione troppo esigua, troppo curva e troppo tarlata per fare altrimenti.


Fino a poco tempo fa sarei inorridito all'idea di fare una cosa simile. Abbinare resina e legno d'alta epoca mi suona ancora male. Però, con il benestare del proprietario, ho deciso di fare questa frittatona!


Intravedo sullo sfondo una radiale DW! Mi sbaglio?
S'hana satari centu piatti vacanti pi nni pigghiari unu chinu!
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Re: Restauro E Pragmatica

Messaggioda mastro stefano » ven 18 gen, 2013 08:43

Mi trovate completamente d'accordo, il restauro è una scienza moderna e proprio per questo si devono utilizzare metodi ortopedici all'avanguardia, per consentire di rallentare l'invecchiamento ed un'agevole e intelligente restauro futuro.
Viti, resine, metodi di rinforzo come plexiglas o sostituzione quasi completa o meno visibile di parti in legno che hanno un'importanza meccanica, devono essere sempre tenute in considerazione e non credo di aver detto una bestemmia.
Importante conoscere i metodi tradizionali come l'impiallacciare, dorare, tornire, intagliare e lucidare.

Ciao Stefano
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Re: Restauro E Pragmatica

Messaggioda mceolan » ven 18 gen, 2013 11:24

per la consolle sono d'accordo con la parte del rinforzo in quanto invisibile e garante della necessaria stabilità e robustezza
ma perchè usare colla vinilica??
in un pezzo di così alto valore non si dovrebbe usare colla di coniglio?
capisco e sono d'accordo con quanto già detto riguardo al valore del manufatto e alle scelte conseguenti ( che però comprende che chi opera il restauro è in grado di valutare con competenza il valore reale, cosa non scontata), ma potendo non si dovrebbe operare in modo filologico?
voi che siete del mestiere non venite valutati anche per i particolari con cui procedete?
io da profano se mi restaurano un mobile gradirei che fosse fatto bene anche dietro
oggi che incomincio a capirne qualcosa vedo gli interventi fatti su alcuni mobili che ritenevo di pregio e mi vengono molti dubbi su chi ha fatto il restauro
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Re: Restauro E Pragmatica

Messaggioda giacomo » ven 18 gen, 2013 12:11

la colla vinilica era un altro discorso. Quando si parla di doratura si fa col metodo tradizionale (o con quello originale s'intende).


X cavallogoloso: si è una radiale dewalt
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Re: Restauro E Pragmatica

Messaggioda Andrea » ven 18 gen, 2013 14:36

giacomo ha scritto:
La considerazione è questa: Noi stiamo sempre a dire che in passato i mobili erano costruiti con criteri diversi e migliori di quelli attuali. Questo caso illustra invece un grossolano errore di progettazione in cui il privilegio dato alla parte estetica (la mossa delle zampe è bellissima) mina alla base la durata del manufatto. Quindi le cazz ate le facevano anche all'epoca. E pure grosse!


Ma dopo quanti anni ha ceduto? E come è stata conservata in quegli anni? E' stata traslocata con cura o mal trasportata? E' rimasta riparata in un luogo fresco e arieggiato o in una cantina umida?
Voglio dire, si tratta di un mobile artistico, nato per abbellire una stanza lussuosa e sopportare tutt'alpiù un vaso di fiori un candelabro o qualche ninnolo, è chiaro che se ci hanno messo su un grosso televisore d'altri tempi o ci hanno accatastato della roba sopra, sotto un portico o in una soffitta con condizioni ambientali avverse, il costruttore non ne ha colpa.
Questo non è un mobile da utilizzare quotidianamente come potrebbe essere un cassettone, un armadio o un tavolo da cucina, ma è un opera d'arte, come un quadro e come tale va trattata, se il quadro cade per terra o se viene utilizzato come ripiano per farci giocare i bambini con le forbici e la colla, non è che si può dare la colpa al pittore se si rompe o si rovina.

Mi permetto di essere un po' polemico perchè sto parlando con persone adulte che sono sicuro non se la prenderanno per le opinioni avverse di un illustre sconosciuto incompetente.

Comprendo benissimo che, se gli interventi che avete descritto sono stati espressamente richiesti dal committente, c'è poco da fare, sopratutto in questi tempi di magra non c'è tanto da andare per il sottile, ma spero almeno che abbiate cercato di far valere un certa moral suasion prima di accettare i dicktat del cliente.
Quindi faccio solo una considerazione generale senza entrare nel merito dei casi esposti.

A volte mi capita, come immagino capiti a molte altre persone qua dentro, che conoscendo la mia passione per la falegnameria, amici,conoscenti o parenti mi chiedano di restaurere qualche vecchio mobile. Quando ho tempo e volgia lo faccio volentieri, ma solo nel caso di mobili vecchi, tipo il classico comò della zia o il comdino della notta.
Se invece mi propongono un mobile pregiato o antico io mi rifiuto e li invito a rivolgersi ad un restauratore perche ammetto di non avere la cultura e le conoscenze necessarie per eseguire un lavoro a regola d'arte che rispetti le tecniche e i materiali dell'epoca.

Se adesso voi mi dite che usate compensato, vinavil e vetroresina, perchè la pratica val più della grammatica, a me mi cascano le braccia. Ma come, mi dico, io mi rifiuto di mettere le mani su un mobile antico perchè sono conscio di non averne la competenza e poi scopro che quelli che dovrebbero avere questa competenza utilizzano metodi hobbystici che potrei benissimo utilizzare anch'io. Allora dov'è la differenza tra un restauratore e un bricoleur?
Ciauz,
Andrea, complessato.

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Re: Restauro E Pragmatica

Messaggioda Andrea » ven 18 gen, 2013 14:39

mceolan ha scritto:
preferisco un asse un po' storta o segnata che del compensato


Anch'io.
Ciauz,
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Re: Restauro E Pragmatica

Messaggioda mceolan » ven 18 gen, 2013 14:53

giacomo ha scritto:la colla vinilica era un altro discorso....


mi pareva strano...
sto cercando di capire, essendo più che comprovata la tua bravura, quello che ti fa scegliere un metodo piuttosto che un'altro
io penso che tu faccia parte del filone filologico
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Re: Restauro E Pragmatica

Messaggioda gmgd » ven 18 gen, 2013 16:53

Andrea ha scritto:

Se adesso voi mi dite che usate compensato, vinavil e vetroresina, perchè la pratica val più della grammatica, a me mi cascano le braccia. Ma come, mi dico, io mi rifiuto di mettere le mani su un mobile antico perchè sono conscio di non averne la competenza e poi scopro che quelli che dovrebbero avere questa competenza utilizzano metodi hobbystici che potrei benissimo utilizzare anch'io. Allora dov'è la differenza tra un restauratore e un bricoleur?


Dimmi Andrea,
ma sul cassettone della zia, o sul comodino della nonna ti concedi qualcosa o anche su quelli esiste solo la regola dell'arte ? e nel caso cosa ti concedi?

E' gia stato detto, il mobile antico con requisiti di pregio va trattato in modo differente, e più si
vuole essere filologici e più le cose si complicano fino a diventare impossibili,
caso emblematico la console di Giacomo, o con un'intervento tecnologico o niente.
Condivido il concetto espresso da Mastro Stefano " il restauro è una scenza moderna.....",
basti considerare che nel restauro di opere d'arte (anche mobili) la botteguccia poverosa
con vecchietto che scioglie colla nel pentolino non esiste più, al suo posto c'è un laboratorio
ipertecnologico con strumenti e materiali avveniristici.

Per me non si deve transigere solo sull'aspetto estetico stilistico, ciò che effetivamente
caratterizza il manufatto, che va conservato o ripristinato costi quel che costi.

Il nonno continuerà a emozionarci con le storie della sua vita anche se ha una protesi
all'anca in puro titanio. :mrgreen:
Michele.
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Re: Restauro E Pragmatica

Messaggioda Andrea » ven 18 gen, 2013 17:47

gmgd ha scritto:
Andrea ha scritto:
Dimmi Andrea,
ma sul cassettone della zia, o sul comodino della nonna ti concedi qualcosa o anche su quelli esiste solo la regola dell'arte ? e nel caso cosa ti concedi?


Io mi concedo qualsiasi cosa. :-)
Colle e resine moderne, essenze diverse dall'originale, pezze, toppe e farfalle ben visibili e giunture ben in vista, tanto per citare qualche concessione.
Ciauz,
Andrea, complessato.

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