Sento la necessità di dotarmi di qualche pialla di qualità, la levigatrice comincia a starmi stretta, ma mi rendo conto, da quello che capisco dai post pubblicati in questi mesi sull'argomento, che il mondo delle pialle impone una serie di conoscenze che mi mancano decisamente e prima di tutto l'acquisizione della capacità di affilare i ferri che, sovente, richiedono il primo intervento appena tirati fuori dalla scatola. Queste le ragioni per cui mi sono dotato della guida, voglio fare esperienza con la ferraglia di cui dispongo attualmente. Voglio procurarmi delle lastre di cristallo ( una la possiedo già) su cui incollare carte abrasive e iniziare cosí la mia avventura nel mondo degli strumenti manuali.
Pensate che il mio pensiero sia contorto? Ditemelo pure! Senza timore d'offendermi, sui miei neuroni mi é stato detto di tutto! Ci ho fatto il callo.
Venendo al punto. Leggendo post e tutorial sull'argomento mi sono imbattuto su questo strumento che, in tutta franchezza, non capisco, denominato BRUNITOIO. il suo solo nome mi fa paura. M'è parso di capire che lo si usa alla fine di un processo d'affilatura. Ma mi chiedo, dopo che ti sei sfiancato a fare il dorso, il bevel, il microbevel, a un ferro, passare sul filo sto coso (che immagino sia una specie di lima) con un'incidenza che mi pare essere ortogonale rispetto al filo, non rovina il filo stesso?
Insomma, siccome le cose, certamente, non stanno così come le ho dette, me lo spiegate che c...zo é sto brunitoio, a che serve! Ecc... Il riccio poi
Sono gradite spiegazioni approfondite sull'intero processo di affilatura anche corredate di citazioni teoriche che mi aiutino a comprendere i vari "perchè". Credo che un ripasso generale non faccia male ai maestri mentre gli allievi neofiti ne trarrebbero vantaggio.
Grazie a quanti vorranno dare seguito a questo post
Colgo l'occasione per salutare Alessandro (Ematite) che ho avuto il piacere d'incontrare personalmente e trovo persona gradevolissima!






