da raoul » mar 15 giu, 2010 08:28
Ho letto con attenzione il tutto e pur rispettando l'opinione di tutti sento di dover ribadire alcune cose.
La prima è che ci sono cento modi per fare la stessa cosa.
Dipende dal materiale usato, dalle tecniche apprese, dall'esperienza fatta e poi dalla stagionatura del legno, dal clima, dall'uso del manufatto, dal tipo di finitura, dal " manico " dell'esecutore e, perchè no, dal cu ... pardon, dalla fortuna.
Spesso ho visto che un falegname difende ad oltranza la tecnica che è solito usare non fosse altro perchè sa che otterrà un determinato risultato e non ha alcuna voglia di correre rischi.
Un aneddoto.
Mio padre ha sempre sostenuto che placcando bisogna mettere i listelli traverso vena, ovvero in senso trasversale rispetto alla venatura del compensato, pena la " segnatura " dello stesso, ovvero, sosteneva che altrimenti si sarebbero visti i listelli a causa delle ondulazioni del compensato.
Preparando un lavoro con un amico l'ho visto inorridire perchè gli era stato insegnato che i listelli vanno assolutamente messi nel senso della venatura del compensato perchè a suo dire se messi di traverso avrebbero " segnato " la superficie.
Modificando un vecchio mobile ho trovato i listelli interni messi in ... diagonale!
Allora, chi ha ragione?
Inutile dire che in tutti e tre i casi non si vedeva ombra di segnatura.
Se lo spessore dei listelli è anche di un solo mezzo decimo diverso da quello del telaio allora si che si vedranno tutti in controluce!
Dente canale.
Perchè no?
Non dico che sia indispensabile ma sicuramente il dente canale, vero o riportato che sia, contribuisce ad allineare meglio i pezzi in fase di incollaggio.
Il joint finger poi permette una precisione quasi assoluta se realizzato come si deve.
E più che altro direi che l'aumento della superficie di incollaggio che deriva dall'uso di queste tecniche è valido in quei legni che, vuoi per l'elevato contenuto di resina che li " impermeabilizza " vuoi perchè oleosi, come l'iroko o il teak ed altri, danno minori garanzie di tenuta a parità di superficie sottoposta ad incollaggio.
Ma ribadisco che ogniuno è libero di usare la tecnica che più lo soddisfa.
Parliamo ora dell'orientamento delle fibre nell'incollaggio di un piano.
Anch'io sono della scuola di pensiero che privilegia l'estetica.
Il problema dell'eventuale imbarcamento di un piano è dato dalla direzione degli anelli di accrescimento, come giustamente diceva qualcuno.
Lasciamo perdere il taglio di quarto che certamente non è la tecnica più seguita dalle segherie e che comporta un aumento considerevole dei costi del materiale dato dal minore sfruttamento delle tavole.
I vecchi dicevano che il legno " tira " sul cuore quindi se abbiamo una tavola le cui venature seguono abbastanza precisamente la sezione degli anelli di accrescimento possiamo star certi che non esiste trucco o tecnica capace di evitare che si storca a suo piacimento.
Con legni di questo tipo è necessario tagliare il cuore in modo da troncare il movimento delle venature.
Ecco perchè usare listelli sugli otto/dieci cm.
Altri legni, vuoi per il diverso andamento delle venature, vuoi per le grandi dimensioni iniziali del tronco soffrono molto meno di questi problemi.
E allora si può operare con listelli più generosi, ma a me non piace superare i dodici/quattordici cm.
E se l'estetica della venatura o la necessità di " nascondere " un nodo mi fanno orientare la venatura in un modo diverso dall'alternanza non mi faccio alcun problema.
In definitiva più che la tecnica vera e propria o la maggiore bontà della colla è il tipo di legno che stiamo usando che ci da indicazioni sul come operare.
Un conto è usare abete, un conto faggio, un conto è il castagno tutt'altro il bahia.
E sia ben chiaro che tutto quanto detto è un parere strettamente personale.