ser gio ha scritto:sbuccino ha scritto:L'olio di Lino crudo costicchia se si vuole un buon prodotto.
Quello dei brico o ferramenta è una vera porcata.
Provate ad usare l'olio di lino crudo chiarificato in procedimento a vasca coperta in vetro.
Io uso quello che si usa in pittura e mi trovo molto bene, l'olio di lino crudo è l'olio che essicca in minor tempo e lascia un buon profumo delicato al legno col tempo tende ad ingiallire.
L'olio di Lino cotto per me è una vera porcata, perchè vi sono aggiunti agenti chimici.
Un altro prodotto buono è quello che si compra in farmacia, ed è adattissimo per manufatti che vanno a contatto con il cibo, ( si può anche bere )ma non è chiarificato.
Ciao Emilio,
Quindi meglio crudo..
come si fa a capire se è buono o no..?
Magari nei colorifici, nei negozi per le Belle Arti, lo tengono migliore di quello che hanno nelle ferramenta?
dicasb ha scritto:Sbuccino, il cotto dici che è una porcata perchè l'hai provato e non "funziona" bene, ovvero ha degli svantaggi o solo per partito preso perchè contiene agenti chimici?
ser gio ha scritto:Leggevo che il cotto, asciuga per il fatto di essere cotto, non dovrebbero servire gli essicanti.
donhaldo ha scritto:
A me non risulta così.
Le proprietà di "essiccazione" più veloce dell'olio di lino deriva dagli additivi,
che un tempo, per essere disciolti, richiedevano di portare l'olio ad alta temperatura,
da cui l'aggettivo "cotto".
In realtà oggi gli additivi sono diversi e non richiedono questa procedura di innalzamento
della temperatura dell'olio, ma il nome è rimasto.
Almeno così la so io: stasera vi riporto il riferimento bibliografico perché non ce l'ho
qui a portata di mano.
donhaldo ha scritto:
A me non risulta così.
Le proprietà di "essiccazione" più veloce dell'olio di lino deriva dagli additivi,
che un tempo, per essere disciolti, richiedevano di portare l'olio ad alta temperatura,
da cui l'aggettivo "cotto".
In realtà oggi gli additivi sono diversi e non richiedono questa procedura di innalzamento
della temperatura dell'olio, ma il nome è rimasto.
Almeno così la so io: stasera vi riporto il riferimento bibliografico perché non ce l'ho
qui a portata di mano.
dicasb ha scritto:Tra l'olio di lino del brico e quello che si usa per i colori ad olio c'è solo differenza di odore?
Voglio capire se devo andare subito alla ricerca di un negozio di belle arti o posso fermarmi al brico prima di arrivare a casa....
ser gio ha scritto:donhaldo ha scritto:
A me non risulta così.
Le proprietà di "essiccazione" più veloce dell'olio di lino deriva dagli additivi,
che un tempo, per essere disciolti, richiedevano di portare l'olio ad alta temperatura,
da cui l'aggettivo "cotto".
In realtà oggi gli additivi sono diversi e non richiedono questa procedura di innalzamento
della temperatura dell'olio, ma il nome è rimasto.
Almeno così la so io: stasera vi riporto il riferimento bibliografico perché non ce l'ho
qui a portata di mano.
mmhh![]()
Per quel che vale.. in effetti, leggendo qui parrebbe così
http://it.wikipedia.org/wiki/Olio_di_lino
MITO: L'olio di lino cotto viene ottenuto dalla bollitura dell'olio di lino crudo
FATTO: L'olio di lino cotto viene ottenuto aggiungendo siccativi metallici all'olio
di lino crudo, non facendolo bollire.
Un tempo l'olio di lino cotto veniva riscaldato (non fatto bollire) per agevolare
la soluzione dei siccativi a base di piombo.
Oggi sono disponibili additivi in forma liquida che non richiedono
il riscaldamento dell'olio, che continua comunque ad essere
denominato "olio di lino cotto".
[...]
Oggi i siccativi a base di piombo non sono più utilizzabili, in quanto
nocivi per la salute, e al loro posto si impiegano sali di cobalto, manganese, zinco.
Gli adittivi aggiunti all'olio agiscono come catalizzatori per favorire l'ossidazione
che è alla base del processo di essiccazione dell'olio di lino.
[...]
Esistono poi versioni dell'olio di lino che vengono trattate in autoclave in atmosfera
controllata, priva di ossigeno, affinché l'olio si concentri e cominci il processo di
polimerizzazione senza ossidazione: in tal modo l'essiccazione, una volta
applicato l'olio ed esposto all'aria, avviene più velocemente, conferendo anche
una patina più dura e lucida alla finitura.
dicasb ha scritto:Grazie donhaldo.
Quindi anche l'olio cotto non è cotto, ma è come il crudo solo che asciuga prima e contiene un po' di schifezze.
Quanto dici conferma anche le esperienze di sbuccino. Probabilmente l'olio che lui acquista per impieghi di pittura è trattato in autoclave in atmosfera controllata...
dicasb ha scritto:Grazie donhaldo.
Quindi anche l'olio cotto non è cotto, ma è come il crudo solo che asciuga prima e contiene un po' di schifezze.
Quanto dici conferma anche le esperienze di sbuccino. Probabilmente l'olio che lui acquista per impieghi di pittura è trattato in autoclave in atmosfera controllata...
La scelta "responsabile"
Solas: lavorazioni e produzione a basso impatto.
Poichè Solas non utilizza sostanze tossiche o composti chimici non bio-compatibili ma solo ingredienti naturali semplici, i cicli di produzione sono brevi, l'impiego di energia è minore rispetto ai cicli di vita dei prodotti convenzionali, le scorie sono completamente bio-degradabili.
Solas può garantire che la produzione delle proprie pitture e trattamenti è a bassissimo impatto ambientale.
Le vernici Solas sono sicure per la salute.
Trasparenti e consapevoli.
Le formulazioni dei prodotti Solas sono pensate per garantire la salute umana e dell'ambiente con elevate prestazioni tecniche.
A garanzia di questo, viene fatta la dichiarazione totale volontaria delle materie prime, necessaria anche ad individuare eventuali componenti verso i quali vi siano accertate allergie individuali.
In rispetto alla massima trasparenza, in questa dichiarazione, si trova l'informazione dell'utilizzo di ragia minerale (prodotto petrolchimico), per la diluizione degli essiccanti per gli oli vegetali.
Seppur presente in percentuali insignificanti (0,2-0,9 max) e solo in alcuni prodotti, Solas ha ritenuto corretto darne l'informazione, ed è costantemente impegnata a trovare soluzioni migliorative anche nei dettagli delle proprie produzioni.
DICHIARAZIONE TOTALE DELLE MATERIE PRIME
Oli di tung e lino, resinati di zinco e calcio, lecitina di soia, olio turco, cera carnauba, biossido di titanio, terpene
d’arancio, olio di pino, alcool etilico, essiccanti privi di piombo (Co, Ca, Zr, ragia minerale inferiore a 0,62% nel
prodotto).
AlbertoA ha scritto:Lo standolio di lino è quello cotto "naturalmente", lo avevo preso da zecchi a Firenze... Penetra poco, è molto denso, mi ci aveva messo un paio di settimane ad asciugare, ma bellissima finitura, lucida!