È una sega di almeno 50 anni fa.....
Forse la qualità dei nastri dell'epoca non consentiva spessori più generosi?
giannipironi ha scritto:Dipende da che tipo di lama si monta.
Se usi le lame da falegnameria classica (000 Uddeholm) i vecchi dicevano un decimo meno del volano (volano 60 , lama 0,5) e dente max un terzo della larghezza delle lame. Ora le bimetalliche e le flexbaxk hanno impostato nuovi parametri. Il limite di utilizzo per una bimetallica da 0,9 è il volano da 50 , e sei già sul limite. Le flexback in carbonio non danno soverchi problemi di rottura con lo 0,6 , a meno d macchine piccolissime.
ser gio ha scritto:Buongiorno ragazzi.
Avevo montato sulla mia nastro da 400, qualche mese fa, una bella lama bimetallica, 27x0.90mm, una vera bomba, purtroppo in questi gorni avevo notato un movimento strano di "avanti indietro" che prima non faceva.
L'ho smontata guardata con attenzione, risettato tutto a dovere ma non c'era niente da fare il movimento anomalo non cessava, l'ho smontata e piegandola per metterla via mi si è spezzata di netto!!
Che dite una 0.90 per una volano 400 è davvero troppo spessa?
Quando la comprai ero dubbioso ho voluto provare ugualmente ma l'esprimento non è andato bene, peccato!
Avete esperienze in merito?
giannipironi ha scritto:solo in due misure 30x0,6 dente 10 e 35x0,7 dente 10. Sono le uniche due misure che gli affilatori tengono disponibili e per le quali hanno le macchine tarate.
Questo almeno da noi. Per sfettare sono oramai molto diffuse le 27x0,9 t2 o t3 con placchetta , specialmente su legni tanninici non c'è paragone.
unno ha scritto:
Sergio, mi spiace per l' inconveniente. tu te la sei cavata con poco: la rottura Di un nastro come il tuo sulla mia 400ha causato la distruzione della copertura in gomma che ho dovuto ripristinare con sugherite. non capisco la ragione per cui non vengano prodotti nastri bimetallici spessore 0,6 con larghezza superiore a 13 mm
unno ha scritto:Prendo spunto dalla discussione introdotta da Sergio per fare a mia volta qualche considerazione. Come me tanti appassionati della lavorazione del legno per diletto possiedono una sega a nastro con volani di diametro non superiore a 40 cm. La scelta ricade su macchine di questa taglia per motivi legati ai costi di acquisto, alle dimensioni, alla motorizzazione monofase opzionale ma soprattutto in funzione delle esigenze di lavorazione più limitate rispetto a macchine destinate ad un impiego professionale. Con tutto ciò ho sperimentato come una macchina di buona qualitá con volani da 40 cm equipaggiata con una lama al carbonio cromo 25x0,6x 3tpi o con una bimetallica 27x0,9x2tpi possa tranquillamente effettuare tagli su legni duri come l' ulivo su spessori superiori a 20 cm. Lo svantaggio delle lame al carbonio cromo è la rapida perdita dell' affilatura su essenze dure e spesse. Per contro le bimetalliche reggono benissimo l' affilatura ma, essendo più spesse e fatte di un materiale più rigido, si rompono per lo stress dovuto al limitato diamtero dei volani. Mi chiedo allora perchè non vengano prodotti nastri bimetallici con spessore 0,6 ma con larghezza 20 e 25 mm, ideali per tagli dritti su alti spessori. Non ho mai provato ma credo che le 13x0,6 non siano indicate per un simile impiego. Negli USA Lagunatools commercializza un nastro chiamato Resaw King con denti in widia spessore 0,6 larghezza 25mm che pare sia quanto di meglio per sfettare alti spessori di legni duri. Quindi è tecnicamente possibile produrre nastri larghi, sottili e al tempo stesso capaci di mantenere a lungo l' affilatura. Vorrei provocare un intervento di Andrea Pagin al riguardo
unno ha scritto:Che altezza tagli con la bimetallica 12 mm?
unno ha scritto:Sulla qualitá del taglio niente da dire, vengono fuori superfici veramente lisce. È la tenuta dell' affilatura che purtoppo è limitata specie con legni duri. Se prendi un nastro al carbonio cromo per spessori alti ti consiglio il 25x0,6 2 tpi. Io sto usando lo 0,8, va bene ma credo che lo 0,6 si tensioni meglio