moloch ha scritto:
Immaginavo che quella frase, presa da sola, potesse essere fuorviante. Credo di aver spiegato dopo cosa intendevo dire. Ripensandoci avrei dovuto dire: difendersi dal caldo e dal freddo non è la stessa cosa.
A parità di trasmittanza puoi avere uno sfasamento termico diverso a seconda dei materiali di cui si compone la parete. Se ricordo bene, con una massa maggiore aumenta anche lo sfasamento.
Comunque quel che dici non fa una piega.

Ma infatti la mia voleva essere una conferma, non una critica. L'analogia termica-elettrica come quella
idraulica-elettrica è interessante e permette di vedere il problema da altra prospettiva. La differenza di temperatura è la differenza di potenziale (volt), il calore è la carica, (coulomb) la il flusso di calore, energia per unità di tempo, è la corrente (ampere), l'inverso della trasmittanza è la resistenza (ohm), la capacità termica è la capacità (farad) che a sua volta è il calore specifico per la massa. E quindi come si diceva piu alta è la massa, più accumula calore e piu impiega tempo a renderlo e quindi ecco l'inerzia. Che è legata anche a parametri dimensionali spessori della parete, superficie, ecc.
Studiare il problema termotecnico in regime continuo (differenza di T media stagionale per la zona) equivale a risolvere una rete in continua di resistenze.
Tenere conto degli accumuli è piu complicato e il circuito equivalente conterrà resistenze e condensatori. Una risposta si può ottenere credo in modo non troppo conplicato, solo ipotizzando che la temperatura nell'arco di una giornata segua una funzione sinusoidale. Allora come per le reti in regime alternato il problema termico diventera un circuito lineare e il risultato ad esempio la temperatura in un vano sarà una ampiezza dell'escursione della sinusoide ed una fase ovvero quante ore dopo ricorre la max temperatura interna rispetto al tempo al quale si è avuto il max di quella esterna. Detta così sembra facile.... non credo lo sia in pratica. Comunque interessante!