Accade che osservando un pezzo di legno, anche distrattamente, finisca per suggerirti un’idea. Te lo dice proprio, a suo modo, entrando nella testa e disegnando forme e concetti.
Così è stato con questo pezzo di ulivo, le venature e le forme sembravano parlare chiaro e chiedere di essere determinate e liberate a nuova vita.
Così è nata la Dea Madre.
La dea madre o Gea (Grande Madre) è una delle figure femminili archetipiche più note. Il suo culto risale al periodo primitivo in cui la donna - simbolo e figurazione della terra in quanto madre - sovrintendeva non solo i riti della nascita, ma anche quelli della morte.
La donna era infatti colei dalla quale si nasce e colei alla quale si torna: la terra, quindi attraverso la sepoltura.
La grande madre - come terra e come immagine del femminile - anch'essa muore e si rigenera tramite il passare delle diverse stagioni e come la luna calante, la luna crescente e la luna nuova.
Perché io sono colei che è prima e ultima
Io sono colei che è venerata e disprezzata,
Io sono colei che è prostituta e santa,
Io sono sposa e vergine,
Io sono madre e figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono donna sposata e nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono colei che consola dei dolori del parto.
Io sono sposa e sposo,
E il mio uomo nutrì la mia fertilità,
Io sono Madre di mio padre,
Io sono sorella di mio marito,
Ed egli è il figlio che ho respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono colei che da Scandalo e colei che Santifica.
Inno a Iside
Rinvenuto a Nag Hammadi, Egitto;
Ho lasciato il pezzo rustico non levigato escluse le sfere
- Materiali-
Legni: ulivo e faggio
Tendine
Finitura:Acrilico opaco
Un saluto a tutti



