Luca ha scritto:
1) Che grado di precisione hai su una tavola squadrata in questo modo, o comunque manualmente?
2) Quanto sei onesto/esigente con te stesso per decidere che un pezzo va bene?
Oltre a quanto ti ha risposto Giuliano, bisogna tenere presente che spesso non serve che tutte le 6 facce siano ben squadrate e rifinite.
Se guardi bene i vecchi mobili fatti a mano ti accorgerai di quanto siano grazze tutte le superfici non in vista.
L'esempio classico è il fondo dei cassetti. Spesso la faccia rivota verso il basso ha ancora i solchi dello sbozzino.
Ma anche le code di rondine sono spesso approssimative tanto da aver bisogno di essere inchiodate. Eppure magari il frontale è bellissimo ed accuratamente intarsiato dal che si capisce che l'artigiano era in grado di fare anche lavori di precisione eppure tutto ciò che non era in vista veniva, non dico tralasciato, ma messo in secondo piano.
Secondo me i macchinari ci hanno abituato ad un grado di precisione superflua.
Pensa alla faccia di testa di un tenone che va a finire in una mortasa cieca. Che necessità c'è di squadrarla? Tanto non la vedrà mai nessuno e non avrà neppure una funzione strutturale.
Non sto dicendo che bisogna copiare tutto quello che i nostri avi facevano nel passato. Allora squadrare interamente un pezzo costava molto tempo, mentre oggi con pialle a filo e a spessore e con carri a squadrare è tutto più veloce. Ed è giusto migliorarsi.
Però non serve neanche una precisione assoluta, oltretutto, come ha giustamente sottolineato Giuliano, con un materiale come il legno, per sua natura soggetto a movimenti stagionali e non.
