Giannone ha scritto:Andrea ha scritto:
Per quanto riguarda un eventuale test, condotto da un robot, per comparare la velocita delle japponesi contro le occidentali a parità di fattori (spessori e geometrie dei denti) penso che si arriverebbe alla parità perchè in fondo un movimento di spinta non è altro che un movimento di trazione fatto al contrario. Che banalità, eh? :-)
In realtà lo sarebbe (una banalità) se il computer compensasse le caratteristiche, e allora si scenderebbe nell'inutilità del test perchè non potrebbe finire che in pareggio. In realtà per forze assimilabili (potrei aver utilizzato un termine improprio, ma chiarisco) intendo due forze correttamente applicate in funzione del tipo di sega, come se un operatore impostasse nel modo giusto tutte e due le situazioni. Qui credo che difficilmente (ma possbile anche questo in teoria) i risultati sarebbero gli stessi perchè le diverse configurazioni non sarebbero compensate ma sfruttate al massimo.
Però questa è anche un'estrapolazione dell'argomento, dove io vado molto a naso, o a sensazione come si suol dire, visto che il mio fine è solo quello di tagliare nel giusto modo, ed anche questa, fortunatamente, può diventare una banalità.
Gianni
Io la prova comparativa me la son fatta con le mie seghe.
tante linee da seguire con i tagli su tre legni diversi:
un legnaccio non meglio identificato recuperato da un pallet, abete e noce ir-recuperato dalla demolizione di un mobile.
una decina di seghe jap sia industriali ZZ saw e Gyokucho che artigianali di Mitsukawa Juntaro
una decina di western: panel saw Disston e Tyzack, una grossa rip D8 Disston,
varie tenon e dovetail, Veritas (3), Disston, Tyzack, Garlick, Robert&Lee.
son stato a far tagli di prova per una mezza giornata, ma avevo bisogno di capirci qualcosa di più.
Alla fine la mia netta sensazione è stata che la velocità di taglio dipende essenzialmente
dalla qualità dell'affilatura e dal "matching" tra tipo di dente e tipo di legno e taglio.
Questo vuol dire anche che le jap vanno un po' meglio sui legni teneri e le western su quelli duri.
Come precisione trovo che le jap industriali con lama di serie lascino un po' a desiderare, nel senso che a volte tirano un po' su un lato in qualche tratto della lama.
Una passata di una pietrina durau una diamantata molto fine per rendere omogenea la stradatura è d'aiuto.
Le artigianali invece non deviano dalla linea neanche sotto minaccia.
Per le western la precisione dipende in buona parte dalla qualità di affilatura e stradatura.
Quindi fin qui siamo essenzialmente pari.
Dove trovo che le western siano molto superiori è sulla capacità di perdonare gli errori dell'operatore.
Con le jap ci vuole un gran "manico", qualsiasi non linearità o disallineamento del movimento del braccio si ripercuote sul lavoro.
Inoltre la tecnica di corretta di taglio, con impugnatura verso il fondo del manico mi riesce un po' ostica (ma questo è un problema mio

)
Dove invece sono le jap a vincere a mano bassa è sulla pulizia del taglio.
Se hai la capacità di tagliare preciso la qualità del taglio è tale che rifinire è una passeggiata (a volte è del tutto inutile)
Comunque anche io riesco meglio a tagliare tenoni e code con seghe a dorso western che con le jap.
Non sono così preciso nell'iniziare il taglio e le western mi permettono di riprendere più facilmente la linea giusta
