RayDonovan ha scritto:Ciao.
Sicuramente è un'analisi corretta ma mi chiedo: che influenza ha, nella pratica, questa mancanza di ripetibilità?
Voglio dire.. io sono così scarso che no faccio testo ma per uno che alla pialla da del tu questo problema che hai sollevato è invece discriminante per ottenere una buona finitura del pezzo lavorato?
Sostanzialmente mumu ha risposto al tuo quesito Ray !!!
Mi limito solo ad aggiungere che non sono uno scienziato dell'affilatura
ed anche io come ac445ab penso che piccole variazioni nell'angolo di affilatura
siano sostanzialmente ininfluenti sotto il profilo dell'efficacia del tagliente ...
Quello che invece fa una differenza ENORME, sotto il profilo della velocità con cui si rinfresca un tagliente,
è il modo in cui il bevel "siede" sulla superfice abrasiva :
se il bevel tocca prima dietro (dove la lama è più spessa) prima di arrivare sul filo con una pietra ad acqua ci perdo una giornata,
se invece il bevel tocca avanti direttamente sul filo (a mo di microbevel) non ho bisogno neanche della pietra ma mi basta lo strop
per riportare la lama in completa efficienza !!!
Ecco quindi che a mio parere la guida deve fare solo una cosa :
assicurare ogni volta lo stesso angolo, qualunque esso sia.
Ecco quindi venir fuori il tallone d'Achille della MKII ,
questo piccolo stop ruota di qualche grado intorno al suo asse (il pomellino in ottone )
e questo determina uno spostamento piccolo (ma per noi ancora rilevante)
del tagliente verso destra o verso sinistra, il che si traduce in un angolo maggiore o minore
(qualunque esso sia non mi interessa) che a sua volta fa la differenza tra il dover usare la pietra o lo strop.
Tra l'altro ciò accade anche con lame dal tagliente dritto e non cambered.
Nei ferri pialla con tagliente arrotondato agli spigoli
secondo me il sistema evidenzia i suoi limiti maggiori :
Non solo bisogna compensare la quasi impercettibile rotazione dello stop sul suo pomolo ma bisogna anche tener conto del fatto che la lama dovrà protrudere dalla guida molto di più (con conseguente variazione dell'angolo) per andare in battuta contro lo stop.
Mi pare strano che un azienda come la Veritas non intervenga su questi piccoli diffetti
così da trasformare un prodotto comunque buono in uno eccellente e difficilmente battibile.
Basterebbe modificare lo stop prolungandone l'aggetto (come ho cercato di evidenziare io con il tratteggio)
per rendere il jig indifferente rispetto a lame dritte o con camber,
inotre se lo stop fosse bloccato con due viti/pomoli anzicché uno solo si eviterebbe anche la rotazione dello stesso sul proprio asse.
Ripeto la miglioria è così facile che appena ho tempo lo costruisco io lo stop
Spero di esser stato chiaro ma, se mi son dilungato,
è anche per dare qualche elemento in più a chi non ha la guida sottomano !!!