mastro stefano ha scritto:Nella mia carriera ho subito quattro infortuni sul lavoro, due per incidente stradale sia in uscita che in entrata dal lavoro, uno per colpa del mio collega che portando un divano in barca ha scavalcato un gavone aperto senza avvisarmi e facendomi precipitare, ed il quarto più grave con il pantografo e anche lì l'utensile sbagliato e il sistema di usarlo sbagliato, non la macchina che ha o no il fungo per spegnerla.
Per quanto mi riguarda le percentuali di infortuni in falegnameria sono dovuti in gran parte a tutt'altro.
Ho concluso ieri il corso sulla sicurezza e i veri metodi che possono evitare gli infortuni con i macchinari non emergono, solo i falegnami con esperienza possono fare questo altrimenti meglio evitare di fare questo mestiere, logicamente se lo intendiamo così come lo facciamo noi, altrimenti esistono da tempo le macchine che non hanno bisogno di un falegname a guardarle.
Posture corrette, stato di attenzione e non di timore, accurate manutenzioni, utilizzo degli utensili specifici, avvalersi di maschere a copiare autocostruite in caso di lavori particolari, conoscenza di ogni materiale che si intende lavorare evitando sempre i piccoli formati o tagli improbabili, i nodi dell'abete sulla circolare o sulla pialla, legno sabbioso o nervoso, poi viene l'uso delle protezioni delle parti meccaniche e personali e anche lì me ne guarderei bene dall'usare i guanti, gli spingipezzo invece sono molto utili. Dopo tutto questo ditemi cosa centrano le macchine se è altro che bisogna guardare sentire e conoscere.
Stefano
Condivido al 100 %
...e visto che sei fresco di corso sulla sicurezza (nel quale pare non sia emerso granchè),
vorresti essere cosi gentile da argomentare, dal tuo punto di vista in maniera più
dettagliata, la questione,
credo possa esserci parecchio utile.