Sto pensando da qualche giorno alla risposta da dare ai vostri interrogativi e ho rimandato per qualche giorno in cerca delle parole giuste che non siano causa di altri fraintendimenti, non so se le ho trovate ma un chiarimento mi pare doveroso. Per prima cosa vorrei dire che, dopo le perplessità che sono state sollevate, ho telefonato per avere un parere a Ezio Piovanelli, uno dei massimi esperti italiani di suiseki ( in rete trovate sue notizie); mi ha detto che non è un suiseki da portare in una mostra e probabilmente nemmeno da postare su un forum di falegnami ( anche se c'è la parte di lavoro in legno per la base) ma da conservare come importante per me, lo "spettatore" esterno non può coglierne il significato più profondo che, mi ha detto, " è solo tuo". detto ciò vorrei precisare che ho chiesto il permesso per la raccolta alla guida che ci accompagnava e che la massicciata è stata ripristinata di recente Ora ha un posto importante all'interno di casa mia ( dove ci sono le foto delle persone a me care). Questo suiseki è la memoria quotidiana di quello che è stato e non un suvenir. Per concludere e far si che da questa cosa possa uscire qualcosa di positivo vorrei suggerirvi dei libri che ho letto proprio in preparazione alla visita ai 2 campi di sterminio nei mesi precedenti all'agosto '19. Spero di aver detto tutto, se mi viene in mente altro farò una postilla.