Ascariddu ha scritto:
Andrea;
sono sicuro che sai com'è creato e realizzato il multistrato di pioppo,
Si, a grandi linee: si sfogliano i tronchi (anche di legni diversi dal pioppo), longitudinalmente o radialmente, si fanno esiccare e poi si incollano (con diverse tipologie di colle) i fogli incrociando le fibre ortogonalmente (o eventualmente con angoli diversi) ed infine si pressano.
perciò ti chiedo: andando per logica quale forza deve contrastare e su quale faccia del pannello ?
Essendo i fogli incrociati ortogonalmente, i pannelli finiti riescono a contrastare bene sia le forze longitudinali che quelle trasversali. Mentre un lamellare riuscirà a contrastare meglio le forze longitudinali e peggio quelle trasversali.
voglio dire....abbiamo una serie di tranciati srotolati da un tronco che in pratica sono fogli snervati e posti sia in verticale che in orizzontale quindi la domanda la faccio pure a me stesso, su quale faccia contrasta la forza??
Entrambe. E i fogli vengono sì "snervati" dalla sfogliatura nel senso di indeboliti rispetto al tronco intero, ma poi la colla andrà va sostituire la lignina e il pannello finito recupera la sua forza (nervatura).
la risposta è: su nessuna,l'unica rilevanza che traggo è quella che hai citato pure tu e cioè :allargamenti o restringimenti
No, secondo me, oltre a quello, il multistrato, rispetto al massello, proprio per come è concepito, è più stabile anche rispetto agli svergolamenti e imbarcamenti e guadagna una maggiore resistenza rispetto ai carichi trasversali.
Il multistrato si piega per una serie di motivi tra i quali: esposizione all'umidità ,criterio di realizzazione del pannello stesso,stoccaggio ,etc etc....
Certo, ma anche il listellare.
e questo per quanto riguarda la teoria,se poi vogliamo fare pure la pratica ti invito

a prendere un ripiano di mutlistrato da 18mm e un pannello delle stesse dimensioni ma di listellare da 19mm e usarli come ripiano per tot periodo ,ti accorgerai che il multistrato visto che in sostanza è snervato e privo di " spina dorsale" si inarcherà per il peso e rimarrà curvato ,il listellare anche se curvo tenderà sempre a drizzarsi visto la presenza dei sui listelli di legno "vivo".
Non sono d'accordo.
Nel senso che sì, a parità di spessore il listellare avrà una maggiore resistenza alla flessione longitudinale rispetto al multistrato il quale ha ceduto parte delle sua fibratura longitudinale all'asse trasversale (per via dell'incrocio degli strati), ma qualsiasi legno che viene curvato per molto tempo, dopo resta curvato (sia esso multistrato, listellare, massello e tutti gli altri).
So che non stiamo parlando di rigidità e resistenza alle inarcature voglio solo dire che il mult. a differenza del listellare è più soggetto a subire traumi perchè privo di spina dorsale.
Si esatto, come dice anche Giovanni non è una gara di multistrato contro listellare. Sono entrambi buoni prodotti con le loro particolarità e con i loro utilizzi più appropriati ed entrambi superiori al truciolare tanto amato dal nostro amico di là.
Però tornando al nocciolo della questione e cioè la capacità del multistrato di rimanere piano in condizioni ottimali, continuo a pensarla così, proprio per come è concepito
Poi magari si storge, per via di mille fattori, ma lo stesso farebbe il listellare in analoghe condizioni.
secondo voi perchè esiste il listellare e il suo scopo,e perchè esiste il multistrato e il suo scopo?
Secondo me il listellare industriale moderno è nato per il bisogno di fare pannelli o travature di grosse dimensioni anche con alberi di piccole dimensioni o con dei difetti (in modo da poter utilizzare le parti non difettose di un albero senza dover scartare tutta la pianta).
E il multistrato è nato per avere pannelli stabili (per dimensioni e imbarcamenti/svergolamenti), più rsistenti sull'asse trasversale e meno proni a fessurarsi se inchiodati vicino ai bordi.
Tutto ciò detto senza molta esperienza su entrambi i materiali, ma secondo una logica di ragionamento.