Si Rolando parlo di cupping,cioe il fatto che il legname voglia imbarcarsi dalla parte opposta al cuore della tavola creando una parte concava e una convessa ovviamente..il cupping ha tutto a che vedere con la perdita di umidita nelle cellule del legno invece..
quando un albero viene tagliato ha un altissimo tasso di acqua nelle sue cellule e molta di questa acqua evapora ma una certa parte di essa rimane intrappolata nelle sue cellule ed e' moto piu difficile da togliere,per liberarci di quell acqua si ricorre auna qualsivoglia forma di stagionatura che porta il legname a un livello di umidita che ci permette di usarlo stabilmente.
se l acqua abbandona troppovelocemente le cellule si hanno tutta una serie di problemi tra cui il cupping che e' direttamente correlato all'acqua e quindi all umidita presente nel materiale..
mai sentito dire che quando si ha una tavola con questo problema si puo provare a bagnare la parte concava e poi esporla al sole?questo non fa altro che riportare umidita nella tavola che ha una "memoria" e vuole ritornare allo stato in cui si trovava prima di essere tagliata via dall albero,tutto cio per bilanciare la disparita in umidita tra faccia concava e faccia convessa..il cupping e' direttamente correlato alla presenza o meno di acqua o umidita nell atmosfera e ne e' quindi una conseguenza..quindi il discorso di eipristinare in una tavola un bilanciato livello di umidita tra le due facce di essa verniciandole ha perfettamente senso..poi voglio dire,tutti possiamo osservare cosa succede se non si da lo stesso numero di mani di finitura non solo su una tavola piena cosi come uscita dall albero ma la stessa cosa avviene su un pannello costruito da tanti listelli incollati tra loro di costa che dovrebbero darci quindi un prodotto stabile e piano.il legno ha una memoria anche quando non fa piu parte dell albero in sintesi..

