Ti rispondo riportando le colle che di norma utilizzo.
Colla vinilica.
E' di facile reperibilità, ne trovi di vari tipi e costi; di norma la colla vinilica viene "gradata" in base al tipo di resistenza all'acqua con la lettera D seguita da un numero. Per usi generali per interni uso solo colla D3 (buona resistenza all'acqua ma da evitarne l'esposizione); per usi esterni (ma senza immersione e con permaneza limitata all'acqua) la D4 (valore + alto) può andare bene. Meglio evitare le colle che si trovano nei brico a prezzi bassi, sono poco valide per usi di falegnameria. Il tempo di indurimento è relativamente lungo, si ha tutto il tempo per posizionare i pezzi ed i morsetti. Di norma lascio i pezzi in pressione almeno un'ora, ma se si può aspettare al giorno dopo è meglio. L'incollaggio è molto resistente, soprattutto lungovena, ma occorre applicare una buona pressione e ben distribuita. Il costo è mediamente basso. Ha alcuni difetti, come il fatto che occorre ripulire bene le fuoriuscite per evitare antiestetiche macchie quando si va a finire con vernici. E' la colla di scelta per me nell'incollaggio dei semilavorati, per realizzare ripiani di vario tipo, tamburati, per incollare MDF, multistrato, compensati.
Colla alifatica.
Per definizione si tratta della Titebond. Viene chiamata anche colla gialla per differenziarla dalla vinilica, che è bianca. Ve ne sono di 3 tipi, uso di norma la II. Ha caratteristiche molto simili alla vinilica, con tempi di incollaggio forse + limitati. Ottima per preparare stucchi con polvere di legno per sistemare piccoli difetti, soprattutto se si usa la III. Dà meno problemi di macchiatura del legno, ma è + costosa della vinilica. Alle volte la uso per incollare i piallacci quando non voglio utilizzare la colla animale: la stendo con una spatolina dentata (con denti fini e bassi), aspetto che diventi duretta, poi piazzo il piallaccio sopra e con il ferro da stiro caldo lo passo sul piallaccio: il calore riattiva la colla sotto e permette un incollaggio senza morse e senza trasudazioni attraverso il piallaccio. E' la colla di scelta per gli incastri.
Colla poliuretanica
La uso di rado, solo per esterni (tipo portavasi, fioriere, grigliati, etc); macchia molto il legno e forma una schiuma brutta e poco resistente; non mi piace e cerco di evitarla anche perchè macchia tutte le dita. Resiste in modo eccellente, però, ad acqua e calore.
Colla epossidica bicomponente
Ha un tempo di posizionamento limitato, occorre perciò far molto presto a posizionare bene i pezzi e non consente errori; è decisamente molto costosa; preferisco comprare quelle che vendono i negozi di materiale nautico; è il meglio per quanto riguarda gli incollaggi da esporre all'acqua; quando solidifica diventa trasparente e lucida; può ammorbidirsi con il calore eccessivo; in commercio vi sono alcuni additivi che possono essere aggiunti alla colla per farla diventare anche uno stucco ad esempio, utile per riempire crepe o difetti. Questa estate, ad esempio, un forte vento aveva strappato uno delle placche di acciaio porta-tendalino avvitate nel legno del mio gozzo: ho utilizzato una colla epossidica nautica addizionata con delle sferette di un materiale friabile che ha reso la colla molto densa; l'ho applicata con un siringone nei fori rovianti e, una volta indurita, è diventata + forte del legno.
Colla cianoacrilica
il famoso Attack; si usa di rado ma torna utile; ha un tempo di presa immediato, cosa che è un grande limite ma anche un vantaggio; è inoltre compatibile anche con le colle viniliche ed alifatiche; la uso per incollare i filetti in posti dove mettere i morsetti è quasi impossibile: stendo un velo di vinilica o alifatica e ogni 5-6 cm ci metto una gocciolina di Attack (anche sopra la vinilica) e premo con le dita per alcuni secondi. Il costo è decisamente elevato.
Colla animale
Alberto docet!
