Beh.. in effetti è bella.
Ma è bella due volte. Due volte perchè l'amico vaccaro si paragona al Boccaccio ed al Leopardi, confondendo i loro stili e canoni di scrittura con i suoi semplici errori di sintassi. Ne consegue che, secondo il suo limpidissimo ragionamento, loro, facevano addirittura più errori di lui. Ergo......
Mi viene da pensare che, visti gli scontri tra Giacomo Leopardi e l'Accademia della Crusca (e secondo me, anche se da fiorentino, dico che Leopardi aveva ragione a criticare la rigidezza dei canoni linguistici stabiliti dalla Crusca) e vista la sua chiara politica linguistica anti-puristica ed anti-canonica, forse siamo di fronte ad un nuovo padre della lingua. Un innovatore, fautore di uno stile dove il congiuntivo bislacco diviene per incanto l'ottava nota. Quel "di più" che nemmeno Dante avrebbe osato distribuire a noi poveri mortali.
La seconda bellezza sta nel fatto che parlare di errori citando il Boccaccio, considerato uno dei trasformatori della lingua italiana insieme a Dante e Petrarca, è al pari di chi, avendo scarsi risultati scolastici, dice che anche Einstein li aveva. Quando il caro Vaccaro dimostrerà di essere un Boccaccio o un Einstein.......
Ma del resto, uno che si presenta con "In generale mi piacciono un po tutti i mestieri artigianali e dilettarmi nel fai da me, non sempre riesco a fare
capolavori....." .... è sulla strada buona.
Comunque, per tagliar corto, perchè il gioco è bello quando dura poco, voglio prendere spunto proprio dall'utente "lunare" e citare l'incipit del Decamerone:
"Umana cosa è aver compassione degli afflitti.............. "
Ed io ce l'ho. Quindi qui mi fermo.
Saludos.
Gianni
p.s. segnala anche questo ai moderatori, per par condicio, come dici tu.
"Avevano sete li abbiamo dissetati, avevano fame li abbiamo diffamati" (R.Benigni)