Avevo preparato il seguente testo, relativo alle fasi di costruzione della sedia, per un'occasione che non si è più concretizzata quindi per non buttare il lavoro costato tempo e fatica lo ripropongo qui sperando che sia utile a qualcuno. Qualche passaggio manca....e non fate caso al mio italiano
REALIZZAZIONE
Materiali
I materiali scelti sono l'olmo rosso americano e il padouk africano.
L'olmo è un legno leggermente meno pesante (600 Kg/mc) e meno duro (3830 Janka) rispetto al rovere (670 Kg/mc e 4978 Janka) caratterizzato da venature particolarmente evidenti e di grande eleganza marrone rossastre che possono in alcune parti tendere al giallo. Elemento caratterizzante del legno di olmo sono le congiunzioni tangenziali tra i vasi del legno tardivo che formano una fiammatura trasversale particolare. Risulta particolarmente stabile.
Il padouk africano è un legno, duro, pesante (750-900 Kg/mc) rosso al taglio che tende con gli anni a scurirsi tendendo al marrone, tessitura stretta e fibre leggermente intrecciate che possono causare difficoltà nella levigatura. Le polveri sono particolarmente irritanti, non è raro sentire bruciare il naso e avere mal di testa se non si usano accorgimenti durante la lavorazione.
Costruzione
La sedia è formata da fianco, sedile e schienale. Il fianco è costituito dalla gamba posteriore, dalla catena e dalla gamba anteriore. Lo schienale è un pezzo unico mentre il sedile è formato da 3 pezzi.
Iniziamo con il selezionare le tavole migliori per le gambe ovvero quelle con il taglio radiale che ci da maggior garanzia di stabilità dimensionale, mentre le tavole fiammate le teniamo per schienale e sedile. Procediamo sezionando il materiale e intestando sulle dimensioni approssimative dei pezzi che ci servono. Per questo compito gravoso meglio utilizzare la sega a nastro o se non l'avete la circolare con una lama con pochi denti (Z24-Z2

. I tagli longitudinali alla tavola li effettuiamo possibilmente al centro della fiammatura e in seguito pialleremo a filo e spessore cercando di eliminare il più possibile la parte vicino al nocciolo.
Una volta terminato di sezionare tutti i pezzi li lasciamo riposare e in seguito li portiamo alla misura decisa piallando a filo e spessore e intestando. I 3 pezzi del sedile li lasciamo qualche millimetro più spessi e qualche cm più grande delle dimensioni finali.
Procediamo con l'incollaggio del sedile. Utilizzeremo un totale di 6 domino 8x40 (o 10x50). Accostiamo le tavole facendo attenzione al verso delle venature che devono essere opposte per ridurre le tensioni delle tavole, segniamo la posizione dei fori da praticare (1 centrale e 2 a 5 cm dal bordo della tavola), l'ordine delle tavole, la larghezza dei fori da praticare (precisi quanto la larghezza del domino “O”e larghi per agevolare l'assemblaggio “L”) e il lato “bello”.
Eseguiti i fori ci procuriamo l'occorrente per l'incollaggio, morsetti per stringere e per la planarità, carta, pezzi di legno piallati. Iniziamo dal pannello 3 con i fori “a misura” spalmando la colla sui domino e all'interno dei fori poi sul fianco del pannello, mettiamo un po' di colla anche nei fori del pannello 2 e sulle teste dei domino quindi assembliamo il pannello 2 aiutandoci con il martello di gomma. Ripetiamo l'operazione per il pannello 1.
Procediamo rapidamente entro il tempo di lavorazione e serraggio alla chiusura dei morsetti applicandone 2 per stringere e 4 per la planarità. Lasciamo asciugare fino alla completa essiccazione che nel caso della colla poliuretanica usata è di 4 ore.
Passiamo alla lavorazione dello schienale. Dal pezzo già portato a misura pratichiamo i fori sui bordi del pezzo. Foriamo con punta da 7,5 e poi svasiamo. Per evitare una possibile rottura chiudiamo tra due pezzi di legno con un morsetto il punto da forare.
Ci costruiamo una dima per piallare lo schienale con la corretta inclinazione e 2 dime mostrine per segnare sul fianco e sul piano dello schienale la forma desiderata e quindi pratichiamo i tagli laterali con una sega giapponese a denti fini non stradata, poi lavoriamo il pezzo prima con un pialletto elettrico e quindi con un pialletto a mano, infine rifiniamo con uno scalpello e levighiamo con roto-orbitale e a mano.
Iniziamo ora la lavorazione e l'assemblaggio delle gambe. Per il taglio della gamba posteriore possiamo procedere in diversi modi: con una cnc fresando il profilo della gamba, alla toupie costruendoci una dima di riscontro o tramite dei tagli alla circolare seguendo il processo in figura.
I primi tagli da eseguire sono quelli che devono garantire l'ortogonalità tra piede della gamba e punto di fissaggio con la “catena”, poi i due tagli che danno l'inclinazione dello schienale, infine i tagli interni che dovremo finire a mano prima completando il taglio con una sega giapponese e poi con uno scalpello largo.
I pezzi da tagliare li fissiamo con il pressore al carro della squadratrice e l'inclinazione del pezzo la misuriamo con la squadra della circolare o con una falsa squadra.
Eseguiamo quindi i fori da 15 mm per l'inserimento del tappo e poi i fori da 8 mm per la vite e il tubetto e che avremo segnato prima di eseguire il taglio della gamba.
A questo punto precediamo in modo simile nel taglio della gamba anteriore che risulta chiaramente più semplice. Abbiamo ora tutti i pezzi pronti per la foratura a domino.
Segneremo i pezzi come nella figura 17 e procederemo a forare per i domino da 6x40
Utilizziamo una base solida e complanare dove posizionare il pezzo da forare, fissiamolo con 1 o 2 morsetti rapidi e aiutiamoci con dei pezzi piallati e dello stesso spessore per aumentare la superficie di appoggio del domino. Foriamo sempre con la dimensioni in larghezza precisa e con un solo affondo.
Dopo aver forato tutte le parti componenti le gambe procediamo al taglio a 45° delle gambe. Alcuni potranno essere eseguiti velocemente alla circolare mentre altri a mano con pialletto. Alla circolare procederemo con una guida fissata al carro tramite il pressore. Segniamo la gamba per il taglio
e posizioniamo la guida e la gamba in modo che la lama inclinata di 45° inizi il taglio sulla segnatura in testa alla gamba. In coda la gamba sporgerà dal piano del carro di 5 mm (o della misura relativa alla propria circolare)
Procedere nello stesso modo anche per la gamba posteriore
Dove non sarà possibile procedere al taglio alla circolare a causa dell'inclinazione contraria della lama procederemo a mano. Segniamo tutti i tagli da eseguire, fissiamo il pezzo con i morsetti o nella morsa e con pialla e pialletto eseguiamo la lavorazione facendo attenzione a non “andare lunghi” con il pialletto nel punto d'incontro dei due tagli a 45°, nel caso finiamo con lo scalpello.
Procediamo ora all'incollaggio delle gambe. Dobbiamo garantire planarità e ortogonalità quindi ci costruiamo 2 dime. Un per l'incollaggio della gambe anteriore con la catena e una per l'incollaggio di queste ultime con la gamba posteriore.
Assicuriamoci che la struttura delle gambe e catena sia ben aderente al supporto.
Lasciamo in morsa per il tempo dell'indurimento.
Riprendiamo ora il lavoro sul sedile che abbiamo lasciato riposare. Portiamo alle dimensioni volute di 440x440 e a 25 mm lo spessore tramite pialla o calibratrice. Ora dobbiamo praticare gli 8 fori per il fissaggio alle gambe. Prima effettuiamo i fori di fissaggio alla gamba anteriore con punta da 7 e svasatore.
Nel praticare i fori utilizziamo lo stesso accorgimento usato per lo schienale chiudendo tra 2 pezzi di legno il punto di foratura. A questo punto per praticare i fori posteriori assembliamo la sedia e mettiamo in bolla il sedile controllando che la sedia non dondoli chiudendo con un morsetto le due gambe posteriori all'altezza del sedile.
Ora attraverso il foro nelle gambe dove avremo inserito un tubo in alluminio da 8 mm di diametro esterno e circa 6 mm interno) segniamo con una punta il punto in cui forare.
Smontiamo tutto e nei punti segnati foriamo con punta da 7,5 e svasiamo, inseriamo la bussola.
Tagliamo alla circolare il bordo anteriore e posteriore della sedia per dare le inclinazioni volute.
Ora possiamo assemblare la sedia con tutte le sue parti.
Montiamo e smontiamo più volte la sedia per verificare che l'assemblaggio funzioni correttamente.
Segue una parte relativa al "progetto" che ovviamente viene prima cronologicamente ma essendo meno interessante la metto in fondo.
Alla base del progetto c'è l'esigenza di realizzare una seduta che oltre alle caratteristiche fondamentali e imprescindibili di una sedia quali comodità e robustezza sia anche gradevole nell'aspetto e soprattutto smontabile.
PROGETTO
La smontabilità
L'esigenza di poterla montare e smontare deriva dalla voglia di dare un prodotto che possa essere riparato nel caso alcune parti si usurino, si rompano o semplicemente se ne voglia “aggiornare” l'aspetto, alla “moda del momento” o ad una nuova collocazione.
Come caratteristica collaterale, ma particolarmente gradita nel caso la si volesse commercializzare, la caratteristica di smontabilità ci permette di ridurre il volume del pacco nel caso di spedizione.
Questa caratteristica però solleva subito un nuovo “problema”, ovvero si dovrà garantire un assemblaggio semplice alla portata di tutti nonché evitare che il sistema di montaggio si usuri nel tempo o che perda la sua funzione e quindi che permetta di montare e rimontare la sedia più volte senza pregiudicarne stabilità e robustezza.
Si dovrà anche studiare un sistema di montaggio che non lasci in vista ferramenta per non pregiudicare l'aspetto estetico.
Come prima ipotesi si è preso in considerazione la classica vite a brugola a testa piatta, quella, per intenderci, fornita con i mobili IKEA. La soluzione seppur pratica, veloce e abbastanza solida è risultata carente nell'aspetto della ripetibilità dell'operazione di smontaggio e rimontaggio. Al primo rimontaggio infatti la filettatura nel legno si è deteriorata e l'assemblaggio non garantiva più solidità e planarità/ortogonalità tra i pezzi. Si è quindi optato per una bussola filettata diametro 8 mm con vite diametro 6 mm con testa a croce e a taglio e inoltre un rinforzo del foro del legno con tubo in alluminio diametro esterno da 8 mm e interno da 6,1 mm. Tutto materiale facilmente reperibile in normali ferramenta o grandi magazzini. La ferramenta verrà nascosta con tappi in legno possibilmente fissati a pressione (o con una punta di silicone) e senza collanti per permettere di toglierli senza rovinarli.
L'ergonomia
L'ergonomia è caratteristica imprescindibile in una sedia. Dall'ergonomia deriva, in parte, il comfort che è senz'altro uno degli aspetti più ricercati.
La sedia in oggetto è pensata per un utilizzo quotidiano, limitato nel tempo (quindi non una sedia da lavoro, da ufficio) tipicamente l'uso che se ne fa a pranzo e a cena. Tale utilizzo suggerisce anche che la sedia dovrà essere abbastanza leggera per essere movimentata agevolmente. Per traguardare tali esigenze ci concentriamo sulla posizione e inclinazione dello schienale rispetto al sedile. Per garantire un buon comfort è indispensabile che la colonna vertebrale sia il “più possibile scarica” e quindi che sia in posizione “verticale”. Tale posizione però a causa della natura sinuosa della colonna vertebrale sarà per così dire imperfetta e dovrà quindi avere un supporto che la aiuti a “scaricare” la muscolatura del tronco. Tale supporto è appunto lo schienale o “supporto lombo-dorsale” che ha il compito di sostenere la schiena tra la vertebra lombare 3 (L3) e la dorsale 8 (D

.
Tale sviluppo ci porta a definire la dimensione e la distanza dal sedile che possono essere in generale di circa 20 cm per la dimensione in altezza e 20 cm dal sedile alla base dello schienale. Nel caso della sedia in oggetto le misure sono state adattate all'utente. Definite le dimensioni è necessario fare attenzione alla posizione e all'inclinazione del supporto. L'inclinazione è naturalmente di 12/14° ma non è sufficiente a garantire una seduta confortevole ma anzi potrebbe portare, se non accompagnata da un corretto posizionamento dello schienale, a generare dolori alla schiena e ai glutei. La posizione dello schienale deve evitare che il corpo per poter appoggiare la schiena si sbilanci all'indietro o in avanti dando come risultato la generazione di un momento e un aumento del carico sulla colonna vertebrale. Per evitare questo possiamo portare in avanti lo schienale rispetto al filo posteriore del sedile in modo che la parte di colona vertebrale L3-D8 aderisca al supporto. Come ultimo accorgimento per aiutare a mantenere la posizione sarebbe opportuno inclinare di poco (1/1,5°) in avanti il piano del sedile e e mantenere 3/5 cm di spazio tra il bordo anteriore del sedile e le gambe.
A livello estetico ciò che colpisce è la posizione della “catena” posta sopra alla quota del sedile che ha quindi anche la funzione di supporto quando ci si alza. La gamba posteriore inclinata aiuta la stabilità della sedia e impedisce di “dondolarsi”, attività che con il tempo pregiudica la solidità in particolare in un caso come questo dove le sezioni sono esigue.
Damiano