C’è chi vorrebbe stare a casa a godersela (la casa) magari dopo averla risistemata con tanta fatica, e chi pur di andare in giro anche sotto la pioggia, accetterebbe di buon grado di vivere in una roulotte senza ruote con un tetto di onduline. Manco a dirlo si apprezzano solo le cose che non si possono più fare. Al mattino, come un detenuto in casa, sento i dati della pandemia, recitati a seconda dei casi, con un asserito distacco dai “freddi numeri” o con il “caldo autoaugurio” dal balcone. E finisco sempre nauseato dal modo con cui ogni cosa, anche drammatica e con responsabilità precise, viene trasformata in una sfavorevole congiunzione astrale o in un indiscrezione da calciomercato sul prossimo rimpasto di governo.
Zappando prima di spegnere mi capita di incrociare programmi dedicati alle case. Americane, come quelle di Tom e Jerry, quali altrimenti? Alcuni le costruiscono come nuovi pionieri sugli alberi. Mi fa scompisciare solo pensare ad una simile richiesta di concessione edilizia qui, “su pianta”. Il programma non mi piace, solita retorica, tanti figlioli plaudenti con la faccia inebetita da merendine: scartato.
C’è quello dei rambo della foresta con i caterpillar come tanks che sradicano sequoie per intagliarci col pugnale, il travicello sul camino. Da pervertiti.
Poi c’è quello dei due baldi affaristi che comprano e vendono, due facce da ingozzati di hamburger, costretti a dieta&palestra per rimanere bellocci e svampiti dall’eccesso di aspartame. Tolti dal set si farebbero fregare anche a comperare l’autoradio. Da vietare ai minori.
Per fortuna c’e Nicole la tossica.
Rehab Addict vorrebbe dire “la droga del restauro” forse un gioco di parole/doppio senso con “riabilitazione da dipendenza” ma non credo. Nel dubbio è stato tradotto in “come trasformare la casa”.
A parte i consigli un po’ sempliciotti “vuoi una superficie liscia? usa grana 220” o anacronistici, benchè veri, come le lodi al calcestruzzo: “è durevole, robusto ed economico”, la tipa mi piace, sembra verace, e quando impugna un utensile, lo usa davvero, non come quella di prima che ha le unghie lunghe una spanna e che farebbe un gridolino di spavento all’accensione. Non ci sono contenuti di DIY che valgano la pena di essere seguiti per il poco che ho visto, è tutto un set e una finzione, ovvio, ma la hostess, la conduttrice è affascinante.
Non dico ammiccante e prosperosa come certe bambolone di certi canali YT, che spero non vengano qui elencati a risposta. Piuttosto come l’idea di una compagna con cui condividere un lavoro importante, come la costruzione o il restauro della casa.
Si presenta spiritosamente nello stacco come James Bond con l’avvitatore al posto della pistola.
In un periodo dove funzionano i facenti finzioni, Nicole ha il fascino discreto di una che, in una qualche misura, conosce quello che mostra di saper fare.

