L'uomo Delle Sorelle Mute

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda gil hardy » mar 15 mar, 2016 22:54

attenzione a chiedere troppe cose a cavallogoloso

[font=Comic Sans MS]Un signore va da un avvocato e gli chiede:
"Ma è vero che lei chiede mille euro ogni tre domande? Non le sembra di essere un po' troppo caro?"
"Sì" risponde l'avvocato "E qual è la sua terza domanda?"
[/font]

:mrgreen: mi perdonerai ma dalla mia posizione di martire dell'avocatura (ne ho sposato uno) credo di essere assolvibile :mrgreen:
[b] la moglie è l'oppio dei popoli (g. guareschi)
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda orione » mer 16 mar, 2016 01:10

Tony sei proprio bravo, e secondo me solo una persona serena, sa raccontare così. hai scrritto in più occasioni che io ti avrei dato conforto in una circostanza complicata della vita, seppur da molto distante. ne sono felice ma non so davvero como posso esserti stato d'aiuto. Perchè da questi racconti traspare la serenità tua per il tramite delle sorelle mute. E mi rendo conto che invece da me non usciva e non esce tuttora altro che astio, livore malcelato verso i vizi,verso chi perpetra ingiustizie, verso il politico e il privilegiato di turno. Ma non si tratta di impegno, si tratta solo di indirizzare la rabbia verso chi ne merita di piu e risparmiarla a chi non ne merita affatto: dal mio rubinetto buono non esce più nulla. Ed inoltre non entra più nulla, perchè per gustare le cose buone lette o raccontate uno deve aprire il proprio rubinetto e confrontare, ricordare sovrapporre, se la condotta si secca non si è più capaci.
mi risulta ora perfettamente chiaro che le tue telefonate avevano un flusso convenzionale di uno che cerca condivisione, e ascolto, ma l'aiuto vero, il fluido di umanità, di sensazioni intense raccontate, anche di sconforto se vuoi, ma vitale, andava nel verso opposto. eri tu che stavi aiutando me, un muto, incapace di trasmettere, con tutte le sue chiacchiere inutili, un solo sorriso delle sorelle mute. grazie del racconto.

Edit un ritardo nella risposta mi aveva indotto a togliere il post per timore non fossero graditi alcuni riferimenti personali. Constatato che così non era e che compare nel quote di Tony lo reinserisco anche qui
Ultima modifica di orione il mer 16 mar, 2016 14:56, modificato 3 volte in totale.
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » mer 16 mar, 2016 05:18

masterbeat ha scritto:Siamo a pag.18 aspetto con ansia il prosieguo. :razz:


Vincenzo, il prossimo fine settimana arriva un altro capitolo. Ci saranno i campionati regionali di mia figlia è in attesa delle perfomance della mia piccola campionessa ....
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » mer 16 mar, 2016 05:20

maepi ha scritto:...............................io spero che i tuoi appunti non siano finiti dentro il portagioie :fischietta: :fischietta:


;-) :roll: :oops: :oops: :oops: :cry: :fischietta: :fischietta: :inchino: :inchino: :evil: :evil: :risata: :sguaiata: :fatica: :fatica: :fatica: :fatica: :fatica:
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » mer 16 mar, 2016 05:22

Paquito ha scritto:Mi era sfuggito questo topic, ti invito a continuare Tony perchè è veramente accattivante.


Grazie per l'incoraggiamento! Sapere che c'è qualcuno che legge quello che sto cercando di raccontare è un grande stimolo!!
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » mer 16 mar, 2016 05:24

salen ha scritto:
masterbeat ha scritto:Siamo a pag.18 aspetto con ansia il prosieguo. :razz:



Mi aggrego


Grazie, amico, spero di non deludere! :oops:
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » mer 16 mar, 2016 05:44

gil hardy ha scritto:attenzione a chiedere troppe cose a cavallogoloso

[font=Comic Sans MS]Un signore va da un avvocato e gli chiede:
"Ma è vero che lei chiede mille euro ogni tre domande? Non le sembra di essere un po' troppo caro?"
"Sì" risponde l'avvocato "E qual è la sua terza domanda?"
[/font]

:mrgreen: mi perdonerai ma dalla mia posizione di martire dell'avocatura (ne ho sposato uno) credo di essere assolvibile :mrgreen:


Tua moglie è un avvocato?? Sai che c'è un detto che recita più o meno così: " Nessuno può dire di conoscere una donna senza averla prima vista in un'aula di Tribunale". Solitamente uso questa frase per mettere nella giusta tensione i miei clienti di sesso maschile che, a vario titolo, configgono con le mogli. Ne esistono di varie tipologie, io mi riferisco a quelli che dicono: "noo! Avvocato, che dice! Mia moglie non mi farà mai questo!!
Preciso che non ho mai sbagliato una diagnosi! Ora, Gil, io con somma considerazione ti dico che la stessa tua sorte è toccata a me. Solo che nessuno mi ha assolto!!!
Ma io lo faccio, Gil, anche perchè aneddoti come quello che hai raccontato, per quello che riguarda la mia "zona" sono molto improbabili! Il nostro "mercato" è talmente concorrenziale che non esiste alcuna possibilità di arricchirsi per chi non sia particolarmente "ammanicato" in determinati contesti da cui scaturisce una certa serialità di incarichi realmente retribuiti.
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » mer 16 mar, 2016 06:19

orione ha scritto:Tony sei proprio bravo, e secondo me solo una persona serena, sa raccontare così. hai scrritto in più occasioni che io ti avrei dato conforto in una circostanza complicata della vita, seppur da molto distante. ne sono felice ma non so davvero como posso esserti stato d'aiuto. Perchè da questi racconti traspare la serenità tua per il tramite delle sorelle mute. E mi rendo conto che invece da me non usciva e non esce tuttora altro che astio, livore malcelato verso i vizi,verso chi perpetra ingiustizie, verso il politico e il privilegiato di turno. Ma non si tratta di impegno, si tratta solo di indirizzare la rabbia verso chi ne merita di piu e risparmiarla a chi non ne merita affatto: dal mio rubinetto buono non esce più nulla. Ed inoltre non entra più nulla, perchè per gustare le cose buone lette o raccontate uno deve aprire il proprio rubinetto e confrontare, ricordare sovrapporre, se la condotta si secca non si è più capaci.
mi risulta ora perfettamente chiaro che le tue telefonate avevano un flusso convenzionale di uno che cerca condivisione, e ascolto, ma l'aiuto vero, il fluido di umanità, di sensazioni intense raccontate, anche di sconforto se vuoi, ma vitale, andava nel verso opposto. eri tu che stavi aiutando me, un muto, incapace di trasmettere, con tutte le sue chiacchiere inutili, un solo sorriso delle sorelle mute. grazie del racconto.


Rolando, che dire! Noi, ormai, ci conosciamo a fondo pur non essendoci mai incontrati, sappiamo molte cose l'uno dell'altro e questo nostro "raccontarci" a me ha dato veramente tanto! Io non ti vedo come ti descrivi, tutt'altro! Il malanimo che mostri in taluni tuoi sfoghi, d'altra parte, accomuna molte persone. A me disturba tutto quello che disturba te, con la stessa intensità! Ma io conosco bene com'è fatta "la stanza dei bottoni". Mi arrogo il diritto di fare quest'affermazione, e forse questo fatto mi ha talmente fiaccato, talmente reso consapevole della impossibilità di essere "determinante" in qualsiasi evento, che ho deciso, semplicemente, di "stare a guardare".
Qualcuno (e tu sai chi!), commentando la mia "condizione" ha detto che il mio "spirito di adattamento" è simile a quello degli "scarafaggi". Io, che, fino a quel momento, mi ero immaginato in tanti modi, alcuni non del tutto lusinghieri, non avevo mai pensato che mi si potesse associare a uno "scarafaggio". Non sono, però, riuscito a smentire l'insulto cogliendone, piuttosto, il lato "vero" da cui ho tratto un ulteriore insegnamento: esistono sempre due modi, opposti, di descrivere una medesima cosa, ma la descrizione cambia forse " lo stato delle cose"? È un po' ciò che accade nell'osservazione di una "particella elementare" che viene condizionata dalla stessa luce che consente di "osservarla" o, se vuoi, come lo "scarafaggio" che infesta gli incubi di molti (anche dello scarafaggio, sovente, non è "osservabile") ma come diceva Einstein: "mi ripugna pensare che la luna non sia lì anche quando non la guardo"! Amico mio, quello che ci distingue (dal punto di vista caratteriale) è solo un mio più spiccato "istinto di sopravvivenza". Ti ringrazio tantissimo per avermi dato la tua attenzione in tutte le circostanze in cui l'hai fatto, mi hai aiutato a guardare le cose da un punto di vista che me le ha fatte cogliere in una dimensione che non percepivo e questo, oggi, mi consente d'essere sereno!
Ultima modifica di CavalloGoloso il mer 16 mar, 2016 06:26, modificato 2 volte in totale.
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda Torniosubito » mer 16 mar, 2016 06:58

Non ho ancora finito di leggere tutto ma mi ripropongo di farlo ed attendo il proseguo.
Comunque complimenti tony bei racconti !!!
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » dom 20 mar, 2016 06:37

Torniosubito ha scritto:Non ho ancora finito di leggere tutto ma mi ripropongo di farlo ed attendo il proseguo.
Comunque complimenti tony bei racconti !!!


Grazie, scusami ma non avevo letto il tuo commento! Vado avanti allora! :-D


NELSON

Era un uomo minuto, di un'età imprecisata e per me incomprensibile, veniva dalle Mauritius e aveva una moglie di cui non rammento il nome. Il colore della sua pelle era nero. Nera era pure la moglie e nero sarebbe stato il bambino che lei portava in grembo al, credo, sesto o settimo mese di gravidanza. Come le sorelle avessero scelto chi avrebbe dovuto badare loro non lo rammento o, forse, non l'ho mai saputo; quello che so è che, un bel giorno, dopo la solita convocazione, fummo invitati a redigere il contratto che avrebbe legato Nelson e la sua famiglia alle sorelle mute.
Nelson e la moglie avrebbero abitato il piano superiore, si sarebbero fatti carico, oltre che del cibo extra, solo delle utenze servite da autonomi contatori, così che ciascuno non avrebbe avuto di che dolersi del, particolarmente parco o esuberante, stile di vita dell'altro. Questo particolare aspetto non era espressivo di tirchieria, ma, piuttosto, di una sensibilità non comune: le sorelle mute non volevano che le loro frugali abitudini si traducessero in atteggiamenti o condotte offensive per i loro "badanti". Se Nelson e la moglie avessero pagato quanto consumavano, le sorelle, certamente, non avrebbero sindacato nulla e i loro ospiti, per forza di cose, sarebbero stati più rispettosi. Mi "spiegarono" questo loro pensiero alla solita maniera: Caffè alla cannella, cioccolatini sul tavolo basso del loro salotto, luce gialla, tappezzeria a fiori e una danza di gesti, smorfie e lievi, striduli suoni soffiati con pudicizia. Il Colombo Giovanni, appollaiato sullo sparecchiatavola in noce, assisteva perplesso.

Mi sono sempre detto che se a tutti gli uomini fosse imposto il silenzio "fisico", forse, riusciremmo a comunicare meglio le nostre idee, quantomeno con maggiore "educazione", e l'ascolto dell'altro, finalmente, diverrebbe un valore.

Che Giovanna e Maria non fossero tirchie, d'altra parte, lo si sarebbe potuto facilmente cogliere nelle ulteriori e, dal mio professionale punto di vista, più importanti clausole che vollero vergate nel contratto di assistenza.
Nelson e la moglie sarebbero stati retribuiti con l'indennità di "accompagnamento" che avevamo fatto riconoscere a Giovanna. avrebbero pranzato e cenato a tavola con Giovanna e Maria, mangiando ciò che le sorelle mute mangiavano e con cui esse approvvigionavano la loro dispensa. Avrebbero potuto raccogliere dall'orto retrostante la casa tutti gli ortaggi che avrebbero contribuito a coltivare; compresi i fichi e le uova che facevano le galline della cui pulizia si sarebbe occupato Nelson. Erano condizioni "economiche" tutt'altro che ingenerose in cambio delle quali le sorelle mute "esigevano" solo la "compagnia" della famiglia che ospitavano al piano superiore. Non volevano una colf o un uomo di fatica, Nelson, è vero, avrebbe fatto la spesa (coi loro soldi), le avrebbe accompagnate dal medico, avrebbe fatto qualche piccolo lavoro in casa e altre commissioni, ma avrebbe potuto avere anche un'altra occupazione fuori dalla casa e, per ciò che loro gli chiedevano di fare, lo avrebbero "ringraziato".
Mi è servito un po di tempo per comprendere quali fossero le reali esigenze di Giovanna e Maria e perché fossero disposte a pagare tanto lautamente qualcuno solo perché, in fin dei conti, stesse, insieme alla moglie e al bambino nascituro, accanto a loro la sera quando guardavano il televisore. Dall'altro punto di vista l'impegno preso poteva, sembrare anche tutt'altro che "lieve" ma, è certo che per quanto avrebbero dato le sorelle a Nelson ogni mese, dalle nostre parti ci si pagava una badante che avrebbe dovuto essere disposta a prendersi cura di un "disabile" vero, uno di quelli che si debbono imboccare e a cui si deve cambiare il pannolone più d'una volta al giorno. Ma Giovanna e Maria erano pronte a fare ben altro: avrebbero donato la nuda proprietà della casa a Nelson se lui è la sua famiglia avessero saputo meritare un tale sacrificio.

A me Nelson piaceva ancora meno di quanto non mi piacesse "Codino". In comune i due avevano una specie di minuscola e un po' densa bava bianca che si depositava agli angoli della loro bocca e di cui entrambi non avevano cura di tergersi, oltre a uno smodato tabagismo. Chissà perché, poi, avevo associato a questi "vizi" anche l'idea che m'ero fatta di una loro particolare indolenza che, a mio modo di vedere, non si conciliava affatto coi pur lievi "obblighi contrattuali" di Nelson. Se le sorelle mute ci avessero chiesto un parere sull'idoneità del mauriziano alle incombenze richieste, né io, né mia moglie avremmo consigliato la sua assunzione e questo non solo perché da lì a poco la moglie avrebbe sgravato con conseguente indisponibilità della famigliola a dare loro l'attenzione che richiedevano, ma proprio perché Nelson mi sembrava tutt'altro che un "Brazzu di mari" (braccia da marinaio, un uomo nerboruto è incline alla fatica). Le sorelle mute non ci chiesero mai cosa ne pensassimo e, quando provammo a esternare il nostro punto di vista, una smorfia appena accennata di Maria bastò a farci comprendere che ci stavamo "allargando". Giovanna, invece, avendolo intuito, condivideva il nostro punto di vista e non tardò a manifestarci la sua antipatia verso Nelson appena poté sottrarsi allo sguardo indagatore della sorella che, evidentemente, aveva dovuto far valere la propria autorità per assumere Nelson.
Giovanna ci "raccontò" che, in una sera di maltempo, dopo pochi giorni che la coppia aveva preso possesso dell'appartamento, era andata via la luce. Lei era uscita dal soggiorno sulle scale buie per sincerarsi che la mancanza d'energia elettrica non dipendesse dal l'interruttore generale e s'era trovato davanti Nelson, nero come un coccio di carbone da cui sporgevano gli occhi bianchi e irrorati da minuscole venuzze di sangue. La bassa statura del mauriziano aveva fatto sì che i due, scontrandosi, quasi si baciassero; così Giovanna aveva potuto vedergli gli occhi "luciferini" che uscivano dal buio e che i fulmini, filtranti dal lucernario della scala, dovevano aver reso ancor più terrificanti. Fuggì via con le braccia al cielo e la bocca spalancata per fare spazio a quell'urlo che era troppo grande per uscirle dalla gola.

Mi convinsi, di contro, che a Maria fosse piaciuta, fondamentalmente, proprio l'idea che, da lì a poco, la moglie di Nelson avrebbe messo al mondo un bambino e lei, così mi sembrava, era talmente desiderosa di provare ciò che si prova a tenere in braccio un cucciolo d'uomo, che ogni altra questione, anche solo vagamente, polemica si potesse muovere al nuovo equilibrio che si stava costituendo nella sua casa, doveva essere prontamente sedata.
È molto probabile che Maria non avesse mai provato tale emozione e, per la verità, intuivo, tante altre.
Non riuscivo a percepire, allora, è oggi ancora meno, quanto possa ingenerare nell'intima esistenza di una donna il fatto di non avere mai avuto un uomo dentro.

Maria era una persona laboriosa, Giovanna meno ma, nonostante la sua cardiopatia conclamata, non era una che se ne stava con le mani in mano. Per questo non fummo stupiti quando, andando a trovarle, dopo che era nato il cucciolo di Nelson, le trovammo affannate a sfaccendare. A dire il vero non ci era mai capitato di vederle così impegnate nelle faccende domestiche ma non badammo alla congiuntura se non quando, un giorno, diversamente da come accadeva di solito quando suonavamo al campanello del portone, Giovanna s'affacciò dal balcone superiore e ci aprì invitandoci a salire. Trovammo Maria alle prese col bambino a cui stava cambiando il pannolino e Giovanna faceva il bucato nella piccola lavanderia che c'era a ridosso della cucina dell'appartamento dato ai mauriziani. Giovanna era triste e spettinata. Non mi era mai capitato di vederla in disordine prima di quel giorno, Nelson guardava la televisione e sua moglie era coricata nel letto e sorrideva con uno sguardo beota che mi indispose. La scena che vidi mi parve paradossale e pensai che avrei dovuto fare qualcosa per mettere le cose ciascuna al proprio posto. Non ebbi, però, il tempo di farlo perché dopo qualche giorno accaddero dei fatti che mi sollevarono dalla sgradevole incombenza!
Ultima modifica di CavalloGoloso il dom 20 mar, 2016 06:56, modificato 2 volte in totale.
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda masterbeat » dom 20 mar, 2016 15:04

M'arricriavu, Tony. :inchino: :inchino:

Oggi la mia lettura, buona lettura quotidiana sotto la mia quercia preferita, l'ho fatta.

Tony, se questi scritti, non li rileghi e metti in stampa... Lo faccio io per te. . :lol:

Un capitolo più bello dell'altro. E non è da tutti.
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » dom 20 mar, 2016 15:20

masterbeat ha scritto:M'arricriavu, Tony. :inchino: :inchino:

Oggi la mia lettura, buona lettura quotidiana sotto la mia quercia preferita, l'ho fatta.

Tony, se questi scritti, non li rileghi e metti in stampa... Lo faccio io per te. . :lol:

Un capitolo più bello dell'altro. E non è da tutti.


Se tu le avessi conosciute, Vincenzo!
Se avessi avuto questa fortuna capiresti che io centro molto poco in quello che scrivo! Il racconto si scrive da solo! Te lo giuro! Non lo dico per modestia! Si scrive da solo!
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda pinella » dom 20 mar, 2016 15:46

Questo post mi era sfuggito. L'ho letto tutto, con grande piacere! Sai scrivere molto bene, Tony, riesci ha cattutare l'attenzione del lettore. Il tuo racconto è avvincente, non sono riuscita a staccarmi dalle tue parole!

Si capisce che sei una persona speciale :inchino:

Ti seguo con attenzione!
Ciao,
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » dom 20 mar, 2016 16:08

pinella ha scritto:Questo post mi era sfuggito. L'ho letto tutto, con grande piacere! Sai scrivere molto bene, Tony, riesci ha cattutare l'attenzione del lettore. Il tuo racconto è avvincente, non sono riuscita a staccarmi dalle tue parole!

Si capisce che sei una persona speciale :inchino:

Ti seguo con attenzione!


Grazie per le belle parole,Pinella! Tengo molto alla tua considerazione! Hai sempre dato prova di possedere un grande estro artistico e, quindi, il tuo giudizio mi lusinga molto! Grazie!
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda maepi » dom 20 mar, 2016 18:20

:inchino: :inchino: Bellissimo Tony!!!certo lasciarci cosi non è piacevole,conoscendo i tuoi tempi,poi................oK aspetteremo :|
..tristo è quel discepolo che non avanza il suo Maestro.
L.DA VINCI.
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