da anonimo » sab 04 feb, 2012 02:42
In fondo il partecipare ad una comunità virtuale è un po' un ciclo, una specie di parabola dove si passano varie fasi che assomigliano in scala 1/1000 alla vita reale o meglio sono una sua caricatura, come un tamagotchi sta ad un animale in carne ed ossa. Si comincia novizi inesperti, ci si ritaglia un ruolo, con alcuni si lega con altri meno, ci si mostra attivi, si cerca approvazione e consenso. Si è particolarmente attenti a soppesare ogni parola, non tanto e solo per l'interlocutore al quale ci si rivolge, ma perchè è noto che l'approvazione pubblica si costruisce con fatica e si può rovinare tutto con una parola sbagliata. In questa fase può succedere che il "volano" del consenso disincentivi chi ti vede come fumo negli occhi a cercare di criticarti, anche se ne avrebbe magari ben fondati motivi. È la fase delle pubbliche virtù, i vizi ti vengono contestati solo privatamente per timore di andare controcorrente. Naturalmente non sono nè vizi nè virtù, solo la rappresentazione virtuale come il pollice su o giù dei social network
Poi ci si crede capiti e tranquilli in un certo ruolo da poter veleggiare senza impegnarsi e sbracando pure qualcosina, tanto ti conoscono, si pensa, potranno pure passar sopra qualche caduta di stile.
Errore che si fa spesso anche nei rapporti interpersonali e nel lavoro, quello di abbassare la guardia. Il pubblico è anche più veloce del singolo a cambiare opinione, collettivamente ci sono dei corto circuiti, delle reazioni a catena che possono amplificare la portata dell'innesco.
In breve la derivata cambia segno e si diventa dopo un po' un elemento di "colore" e di disturbo, come il nonno che farfuglia dalla sua poltrona di quante cose ha fatto in guerra senza rendersi conto che nessuno ormai l'ascolta più.
In pubblico ci si vergogna ad assecondare il nonno perchè è fuori controllo e potrebbe ruttare inaspettatamente o commentare sul lato B della postina senza ritegno. Però in privato riceve un sacco di affettuosi commenti con la solita premessa: non te l'ho detto in pubblico perchè non c'era motivo ma....
È la fase dei pubblici vizi e delle private virtù, non essendo tali nè gli uni, né le altre.
Tutto tamagotchicamente virtuale