Ciao a tutti,
questo post sembrerà un po' mieloso ad alcuni e me ne scuso.
Accade il fatto che dopo 9 anni di progetti seri e meno seri decido di rivendere la mia combinata ghisona (cosa che è puntualmente avvenuta) perchè obiettivamente lo spazio a mia disposizione è troppo piccolo per le sue dimensioni e non mi ha mai permesso di usarla in tutte le sue potenzialità.
Lo faccio con un progetto di upgrade, non per appendere il martello al chiodo.
Trovo il compratore, verifico che l'uso che ne fa sia conforme alla norma, definisco il giorno e l'ora del ritiro e cosa accade?
Accade che comincio a sperare in un intoppo. A sperare che piova, che si rompa l'assale del camion, che mi venga la scarlattina.. insomma..che una causa di forza maggiore impedisca l'allontanamento della mia macchina dal mio laboratorio.
Quando arriva l'omino per il ritiro lo tratto anche un po' male, come fosse un ladro venuto a rubare i gioielli di famiglia.
Poi, torno adulto, faccio dialogare un po' cuore e cervello che trovano un dignitoso accordo e un pezzo alla volta collaboro al carico della mia macchina, in serenità.
A cose fatte ci torno su, però. Perchè il distacco da quella che è alla fine solo una macchina, ha mosso tutto questo dentro di me?
Ho avuto la fortuna che poche settimane prima avevo comprato un camper e al venditore era accaduto più o meno lo stesso e io stavo dall'altra parte della barricata.. per cui ho facilmente ridimensionato.
Immagino che ai professionisti del forum la cosa risulti meno familiare, ma credo che aluni hobbisti mi capiscano e se volete qui raccontare - pour parler -io leggo volentieri.
Ci ho pensato. Ci sono delle emozioni dentro, dei desideri. Certe macchine che hanno sostenuto i nostri progetti (che sono sogni su carta e poi su legno) alla fine sono diventate complici amiche di un pezzo di vita, fuori orario, senza tempo che ci ha permesso di stare con la nostra parte più intima.
O sono tutte caxxate?
